Quando ho capito che il mio metodo era un metodo - Diario di una fondatrice
- Cristina Rinaldi
- 16 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Per anni ho pensato di essere solo un’insegnante di canto “diversa”.
Facevo lezione, certo. Ma ogni volta che una persona entrava nel mio studio, succedeva qualcosa che non sapevo spiegare.
Si cantava, sì. Ma poi si piangeva. Si rideva. Si tremava. Si respirava.
E spesso si diceva: “Non so cosa sia successo, ma mi sento diversa.”
All’inizio pensavo fosse solo il caso.
Poi pensavo fosse empatia.
Poi pensavo fosse sensibilità.
Finché un giorno, una mia allieva mi ha guardata negli occhi e ha detto:
“Cristina, tu non insegni a cantare. Tu mi stai cambiando la vita.”
Quella frase mi ha attraversata come un’onda.
Non era un complimento. Era una rivelazione.
In quel periodo, stavo esplorando tutto con mia mamma.
Cantavamo, ci muovevamo, ci ascoltavamo.
Lei non era lì come “mamma”. Era lì come corpo, come voce, come presenza.
E io vedevo, sentivo, annotavo.
Ogni volta che qualcosa si apriva, ogni volta che la voce cambiava senza che nessuno la correggesse, io prendevo nota.
Non sapevo ancora che stavo costruendo un metodo.
Ma il metodo stava già costruendo me.
Poi sono arrivati i primi coach.
Persone che non volevano solo imparare a cantare, ma capire come io facevo quello che facevo.
E lì ho dovuto fermarmi.
Guardare dentro.
Dare un nome.
Trovare un filo.
E quel filo c’era. Era sempre stato lì.
Oggi il CantaMethod® è un sistema che permette a chi lo studia di comprendere la relazione profonda tra voce, corpo, mente, emozioni e intenzione.
È un metodo che si fonda su basi scientifiche: fisiologia vocale, neuroscienze, embodiment, teoria polivagale, psicologia somatica.
Ma tutto questo vive solo se passa attraverso l’esperienza.
Attraverso il corpo. Attraverso la voce. Attraverso il qui e ora.
Il CantaMethod® non è nato in un giorno.
È nato ogni volta che una voce si è sentita libera.
Ogni volta che qualcuno ha detto: “Non sapevo di avere questa voce.”
Ogni volta che ho visto un corpo sciogliersi, un pensiero aprirsi, un volto cambiare.
Non è un metodo che ho inventato.
È un metodo che ho riconosciuto.
E che ora custodisco, condivido, e lascio camminare nel mondo.
Cristina Rinaldi



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